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Grigia periferia


Grigia periferia
Lampade al neon
Pioggia fine
Gelido vento
Pozzanghere untuose
Vetri appannati
Cartoni bagnati
Suole zuppe
Passi svelti
Cicche ciacche
Alito umido
Naso chiuso
Corvi in posa
Blatta spiaccicata
Poster slavati
Semaforo spento
Zebrate sbiadite
Aiuola scarna
Ombrello divelto
Cigolio di cardini
Zerbino liso
Lume intermittente
Impronte melmose
Scalini concavi
Corrimano lucido
Puzza di muffa
Chiavistello arrugginito
Strattone alla porta
Luce fioca
Piatti sporchi
Pantofole sfondate
Tendina strappata
Gocce sulla finestra
Mezza boccia di rosso
Avanzi di frittata
Pane raffermo
Moka annerita
Doccia che perde
Dentifricio rappreso
Letto sfatto
Libro ingiallito
Falena che sbatte
Occhi pallati
Lucida insonnia
Spunta l'alba
È già lunedì

Cronaca nera


Il vero squallore sta da parte dei media nel dare in pasto al pubblico tragedie come se si trattasse di telenovelas.
E da parte del pubblico nel predarle come se fossero blocchi di carne gettati nella gabbia delle tigri.
Una cosa disgustosa. Sia da parte dei media sciacalli, sia da parte dei cittadini morbosi.
Porco mondo, che schifo.

Sveglia!


Non è che se scrivi "Sveglia!" alla fine della frase trasformi la cazzata che hai testé sparato in una genialità.
Resta una cazzata, seguita da "Sveglia!"
Quindi, facendo bene i conti, fanno due cazzate: 1) quella che hai scritto prima di "Sveglia!" e 2) "Sveglia!
P.S. Sveglia!

La truffa


Molta gente è convinta che una fresca ondata di scienza arrogante, gretto materialismo e freddo ateismo cerchi da qualche secolo in qua di spazzare via l'edificio nobile di una tradizione filosofico-religiosa che esiste da sempre, che è in un certo senso innata alla cultura europea. Forse addirittura alla natura umana. Mi riferisco ovviamente a tutte le correnti di pensiero ispirate all'idealismo, laiche o religiose che siano.
La vita, la nostra natura, quella che ci circonda, la voglia di realizzarci nel mondo che scopriamo attorno a noi: questo è il vero punto di partenza, l'impianto fisso su cui costruire qualsiasi struttura culturale. E lo stimolo a comprendere tutto ciò è il tipo di curiosità che ha guidato l'attività umana per decine e decine di migliaia di anni, fin da prima che si parlasse di scienza, materialismo o ateismo. Questa è la nostra vera tradizione.
Solo poco più di duemila anni fa sono iniziati i deliri (anche belli e interessanti, per carità) degli idealisti e dei loro vari spin-off mistico-metafisici. Ci hanno spiegato che tutto quel che vediamo e sentiamo non è reale, anzi è materiale immondo da cui tenersi alla larga. I sensi sono fallaci, l'universo va interpretato con la narrativa, o addirittura con la fantascienza. Le idee superiori sono tutto ciò che conta. Il cavallo idealizzato, che non vedrete mai, è più importante di quelli che vi è capitato di osservare dal vero: bellissimi, certo, ma insignificanti. E poi il corpo è pattume, mentre l'anima è sublime. La vita che conduciamo è spregevole, e per questo va vissuta nel disprezzo di sé stessi, nel senso di colpa, nel pentimento e nell'espiazione, possibilmente nei pressi di una caverna, a schernire i coglioni che si godono lo spettacolo delle ombre sul fondo, in attesa di quella, sublime e veritiera, che verrà dopo la morte, la quale non è quindi la fine bensì l'inizio della vera esistenza. 
Concezioni spirituali e antropologiche antichissime come quelle animistiche e dionisiache, ma anche politeistiche, che celebravano natura e vita, e che erano pienamente in linea con ciò che sentiamo e intuiamo, sono state sostituite da idee astratte, demiurghi, entità manichee. Tutta paccottiglia a cui la nostra mente fin da subito oppone i suoi legittimi dubbi. Dubbi che i cattivi maestri non sono mai stati in grado di dissipare con argomentazioni oneste, costretti sempre a rifugiarsi in risposte sleali, assurde e soprattutto non falsificabili, quindi intellettualmente meschine per definizione: la conoscenza superiore, gli spiriti sacri, la fede, i miracoli, i miti, il regno dei cieli, il giudizio universale.
Prendersela con scienza, ateismo e quant'altro è come notare il dito che punta alla luna. La verità l'abbiamo sempre osservata con i nostri occhi, ascoltata con le orecchie, toccata con le dita e respirata con il naso, e fino a quando Platone, o chi per esso, introdusse come nuovo paradigma l'idealismo, era stata nota a chiunque. Ed è una realtà bellissima, non qualcosa di cui diffidare.
Chi rigetta gli idealismi e i loro sviluppi, religiosi o filosofici che siano, cerca solo di capire questa realtà. Mettere in discussione sistemi idealistici è una normalissima conseguenza di questa nobile, antica, umana attività.
L'idealismo non ha subito un vile attacco alle spalle. È l'idealismo che ha aggredito la natura dell'uomo. E finalmente, dopo secoli bui, è arrivato qualcuno a vendicarla.
L'inganno era già stato esposto da Galileo Galilei, Giordano Bruno e altri poveracci emarginati, ingattabuiati o addirittura arsi sul rogo nei secoli. È stato infine demolito da Nietzsche con la trasvalutazione dei valori e frantumato da Popper con il principio della falsificazione.
È incredibile che sulla poltiglia che ne rimane scivoli ancora tanta gente.

L'acquario


Per quanto a chi sta sguazzando dentro a un acquario
si cerchi di spiegare che sta sguazzando dentro a un acquario,
questi non capirà che sta sguazzando dentro a un acquario,
proprio perché sta sguazzando dentro a un acquario.

Il vero complotto


Non ho mai capito per quale ragione chi non resiste al fascino delle teorie del complotto, invece di occuparsi di casi non verificabili - lo sbarco sulla luna, l'undici di settembre, la cupola pluto-giudaica e via dicendo - non si concentri invece sulle cospirazioni che sono sotto gli occhi di tutti, da secoli se non addirittura da millenni.
Mi riferisco ai meschini, vili, subdoli e delinquenziali lavaggi del cervello operati su bimbi e ragazzini, per fini religiosi, patriottici, militari o politici.
A chi cazzo verrebbe in mente, in età adulta, di credere a regni dei cieli e giudizi universali, a supremazie su popolazioni che vivono su territori al di là di confini tracciati arbitrariamente, a ragioni supreme per farsi ammazzare, a sistemi di governo fallaci, se tali convinzioni non fossero impiantate nella testa degli individui quando la loro mente è in fase di formazione, ancora vulnerabile e incapace di valutare cosa sia meglio per il proprio benessere?
Credo sia il crimine collettivo più squallido ed efferato che sia stato commesso e si continui a commettere a livello globale. Una schifezza contro cui tutti, avendola subita, dovremmo ribellarci. E da cui dovremmo soprattutto tenere al sicuro i nostri ragazzi.
Paradossalmente sono spesso gli stessi genitori che offrono i loro figli in sacrificio sull'altare della convenienza sociale. Gli stessi genitori che magari si indignano se i loro ragazzi prendono un'insufficienza in matematica. L'onta del voto negativo no, la circonvenzione e la manipolazione mentale sì. Pazzesco. Un obbrobrio per cui riesco a trovare poche giustificazioni accettabili, ma molte bieche motivazioni.
È arrivata l'ora del risveglio: complottisti di tutto il mondo: unitevi! Lasciate perdere le vostre inutili speculazioni su argomenti inverificabili e puntate il dito contro questo evidentissimo scempio. Lottate finalmente per avere un mondo migliore. Salvate i nostri giovani dal plagio organizzato e legalizzato, mistico o secolare che sia.
Le generazioni future ve ne saranno grate. Se vi interessa essere ricordati per aver scelto il lato giusto della storia, questo è il vostro momento.

Diffidenza


Lo scettico e il bastian contrario sono personalità caratterizzate da atteggiamenti profondamente diversi.
Il primo è un virtuoso che coltiva il dubbio, prova a capire, sa sospendere il giudizio. È pronto a mettere tutto in discussione, ma procede con metodo, cerca prove, usa il ragionamento.
Il secondo è un collezionista di certezze ottuse, spesso vittima di ridicole polarizzazioni. Rigetta pregiudizialmente ogni affermazione ufficiale, alle volte anche solo per il gusto di farlo. Mosso dalla smania di apparire più "furbo" finisce per essere un negazionista compulsivo.
Lo scettico è ispirato da curiosità e senso critico. I suoi strumenti sono i fatti, i dati e la logica. Persegue il suo obiettivo con rigore e pazienza.
Il bastian contrario è spinto da fobia e vanità. Speculazione e diffidenza sono gli attrezzi nella sua cassetta. Non ha tempo per l'analisi, conclude in fretta.
Lo scettico studia il sistema, ne individua i vincoli e manovra con cautela i gradi di libertà.
Il bastian contrario strattona, si dibatte, scalcia, e finisce aggrovigliato in una matassa di fibracce alternative.
Lo scettico nuota controcorrente, da solo, verso la fonte. Il bastian contrario, invece, è risucchiato in un torbido gorgo, in fondo al quale non troverà niente.