Progressismo de noantri
Breve riflessione a proposito dei progressisti in Italia. Innanzitutto il nome. Li chiamo così per mancanza di un termine migliore: "sinistra", così come "destra", ormai rendono patetico chiunque li pronunci.
Il loro problema, perché è evidente che da qualche anno in qua hanno un problema, è in parte identitario e in parte di approccio.
In un mondo in cui la classe proletaria e operaia di una volta non esiste più, hanno dovuto, per loro stessa natura, identificare delle nuove battaglie, dei nuovi deboli i cui diritti vanno difesi.
Questa è la fonte del primo problema, perché questi gruppi di cui hanno preso le difese sono eterogenei, con istanze spesso in contrapposizione tra loro (ad esempio le minoranze gender e gli immigrati provenienti da luoghi con retroterra culturale estremamente tradizionalista e spesso bigotto), avversate persino dai loro elettori storici.
Io in realtà sono anche d'accordo su alcune loro posizioni. Innanzitutto perché spesso sono anti populiste, e questo già è un merito.
Non sono d'accordo invece sul metodo che adottano. E qui entra in gioco il secondo dei problemi a cui accennavo.
Non si possono forzare sulla società visioni che per quanto possano essere giuste sono comunque rivoluzionarie rispetto a modi di pensare antichi e radicati. Le persone vanno accompagnate verso la modernità con umiltà, comprensione, spiegazioni facili da afferrare. Non vanno insultate, disprezzate, snobbate e fatte sentire arretrate solo perché sono titubanti di fronte al cambiamento. Anche dove il cambiamento si rende necessario o è addirittura inevitabile.
Ho letto alcune reazioni di illustri intellettuali e artisti veneziani alla vittoria del candidato sindaco di "destra". Sproloqui superbi, disprezzo per la plebaglia, disinteresse per i problemi della gente comune da parte di chi non si rende conto di non avere gli stessi problemi di quelle persone non perché ha un'idea del mondo migliore, ma solo perché è privilegiato, e crede che quel privilegio durerà in eterno.
Non ci siamo. Se questo è il loro stile comunicativo, anzi il loro stesso manuale di condotta, finiranno per essere sempre più distaccati da un elettorato che fa fatica a capire di cosa stiano parlando. Anche quando in realtà stanno cercando di fare passare un messaggio giusto.






