Troppo poco per troppo tanto
Si parla molto di salari bassi. Gente che si fa il culo sotto padrone per poco più di mille euro al mese. Un insulto in effetti.
Io ci ho provato (per poco a dire il vero) a fare il servo di lusso, con titoli, livrea e stronzate varie. Ho anche percepito stipendi invidiabili, diciamo del livello per cui un italiano medio ad oggi smetterebbe di lamentarsi.
Eppure mi sono sempre sentito defraudato. 8 ore o più in ufficio, 5 o 6 giorni alla settimana, un mese scarso di ferie all'anno. Orizzonte lontano quanto il giorno della pensione, cioè quando la parte piu bella della vita sarà stata sprecata tra open space e mense aziendali e resterà solo l'energia sufficiente per decidere come riposare.
Mi chiedevano ciò che di più prezioso avevo: la libertà di gestirmi le mie giornate. Ogni mattina al risveglio sentivo lo stomaco strizzato tra i magli di una morsa tanto invisibile quanto fisicamente reale: non riuscivo a dare un senso al genere di vita che stavo vivendo. Nessun aumento, bonus, incarico, titolo o ruolo mi avrebbe ricompensato per ciò a cui stavo rinunciando.
Tra l'altro nelle aziende in cui ho lavorato sono sempre stato trattato tutto sommato bene. Ho anche conosciuto delle belle persone, con alcune delle quali sono restato in contatto. Non era quindi una questione di posto di lavoro sbagliato. Si trattava proprio di una mia personale incompatibilità a quel tipo di vita.
La decisione di mollare tutto, che sembrava una follia - soprattutto ai tempi in cui il contratto a tempo indeterminato era praticamente blindato per legge - per me fu quella piu facile che potessi prendere.
Ho sempre preferito fare il precario permanente, senza appigli, a volte al verde, ma spensierato, sereno. Anche, perché no, felice.
Finora, tra alti e bassi, l'ho sfangata. Magari un giorno sarà catastrofe. L'accetterò proprio perché fino ad un momento prima avrò fatto quello che volevo. Se non si può vivere a lungo è meglio almeno vivere bene.
Riassumendo il tutto con un aforisma potrei dire: "Il prezzo della mia libertà è la povertà materiale, perché ho detto no tutte le volte che mi veniva offerto del denaro per rinuciarvi."






